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Emma in giallo: Qualcuno mi spieghi dov’è finita la ragazza del pub

12/08/2025 12:00

Emma

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Emma in giallo: Qualcuno mi spieghi dov’è finita la ragazza del pub

Il primo romanzo di Bob Mortimer è un giallo divertente con personaggi peculiari e uno scoiattolo con molto più buonsenso del resto

 

 

 

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Oggi vi parlo di un giallo che, stando alla copertina, è “da morire (dal ridere)”: Qualcuno mi spieghi dov’è finita la ragazza del pub di Bob Mortimer. Il titolo italiano è abbastanza particolare e diverso da quello originale e, nonostante sia uscito da qualche anno, è stata proprio questa sua particolarità a farmelo notare poche settimane fa e a farmi venire voglia di leggerlo.

L'autore

Bob Mortimer è un comico, attore e presentatore inglese famoso soprattutto perché fa parte del duo Reeves and Mortimer e per la sua partecipazione in programmi di successo tra cui Would I Lie to You? e Taskmaster.
 

Ha studiato legge e, dopo aver ottenuto il master, ha esercitato la professione per vari anni sia nel settore pubblico che in quello privato. L’incontro con Vic Reeves durante uno dei suoi show li ha portati a scrivere insieme spettacoli comici che li hanno resi famosi. Ha scritto due romanzi e un terzo è in uscita in autunno.

Il libro

Qualcuno mi spieghi dov’è finita la ragazza del pub è il primo romanzo di Bob Mortimer ed è stato pubblicato nel Regno Unito nel 2022 per Simon & Schuster con il titolo The Satsuma Complex. In Italia è uscito nel 2024 per Piemme, tradotto da Annalisa Carena, e a luglio di quest’anno è stata pubblicata la versione tascabile.
 

Non voglio entrare nel merito del perché il titolo italiano sia così diverso; dirò solo, come ho già detto varie volte credo anche qui, che chi traduce i libri non decide il titolo così come non lo decide chi traduce film e serie TV. Sono gli editori (o i produttori nel caso di traduzione audiovisiva) e i loro reparti marketing che si occupano di queste cose e lo fanno pensando a ciò che può attirare il pubblico di arrivo. Chi traduce può suggerire possibili titoli ma raramente ha più voce in capitolo.

 

E sapete una cosa? Credo che stavolta chi ha deciso abbia fatto un ottimo lavoro! Ho visto la copertina e il titolo inglese decine di volte, sia di questo libro sia del sequel The Hotel Avocado, e non mi hanno mai attirato più di tanto, ma appena ho visto la versione italiana sono corsa subito a cercarlo perché la mia curiosità di fan del giallo è stata solleticata.

 

Ma torniamo al libro. Gary Thorn è un avvocato con pochi amici (in realtà solo la vicina Grace, oltre a due conoscenti con cui si ritrova al pub) e una vita abbastanza vuota, che cerca di compensare con fette di torta Battenberg e chiacchierate con gli scoiattoli del parco sotto casa. Dopo aver finito le scuse per evitare di andare a bere una birra con Brendan, l’investigatore privato che collabora con lo studio di avvocati in cui lavora, decide di andare al pub con lui.

 

Brendan va via presto e Gary la finisce a parlare con una ragazza che ha appena conosciuto lì al pub. Anche lei va via all’improvviso ma gli lascia il libro che sta leggendo, un best seller che tutti hanno letto ma che non è piaciuto praticamente a nessuno, anche quello intitolato Il complesso di Satsuma.

 

Gary si è mezzo innamorato di lei nelle poche ore al pub ma non ha modo di contattarla, sa solo che abita in uno stabile non lontano da lui e che ha una bici bianca e rossa. Quando due agenti di polizia vanno a casa sua il giorno dopo per fargli domande su Brendan, Gary si insospettisce e va a cercare la ragazza. Quando arriva alla palazzina e vede la bici bianca e rossa volare nel cortile da uno degli appartamenti sa di averla trovata, ma si ritrova anche immischiato in un caso di omicidio in cui nessuno sembra stargli dicendo la verità.

Cosa ne penso

È un libro allegro e divertente, magari non “da morire dal ridere” come dice il sottotitolo, ma che sicuramente strappa più di una risata, soprattutto nei dialoghi con gli scoiattoli, in cui Gary doppia anche l’animale, che sembra essere il personaggio più sensato del libro.

 

Gary è un personaggio che per i miei gusti è abbastanza triste ma anche molto realista, perché credo rappresenti perfettamente molte persone che arrivano a Londra per lavoro e per cui il tempo passa senza che loro sviluppino mai un senso di appartenenza. Ecco, forse ciò che mi ha rallentato all’inizio è stato proprio il fatto che Gary un po’ mi ricorda me quando sono arrivata in Inghilterra tanti anni fa.
 

Se, come me, fate fatica a leggere le prime pagine del libro, vi consiglio di tenere duro perché migliora. Gary in un certo senso matura e cresce nei pochi giorni in cui si svolge la storia, e diventa anche meno insopportabile.

 

È un libro perfetto da leggere sotto l’ombrellone o per rilassarvi in vacanza e ora sono curiosa di sapere cosa succede nel sequel!

 

E voi, l’avete letto? Lasciatemi un commento!