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Emma in giallo: Murder by the Book

11/06/2024 12:33

Emma

Letteratura, Libri, Books, Libri gialli, Murder Mystery, Murder by the Book, Cambridge University Library,

Emma in giallo: Murder by the Book

.       Oggi una recensione un po’ diversa dal solito perché invece di un libro vi parlo della mostra Murder by the Book organizzata dalla biblioteca

 

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Oggi una recensione un po’ diversa dal solito perché invece di un libro vi parlo della mostra Murder by the Book organizzata dalla biblioteca dell’università di Cambridge. È visitabile dal lunedì al sabato fino al 24 agosto, è gratuita, ma si deve prenotare comunque il biglietto e scegliere una fascia oraria. Vi dico la verità, io ho prenotato la mattina, giusto prima di partire per Cambridge, e c’era disponibilità per tutto il giorno, quindi non dovete organizzarvi con tantissimo anticipo.


Se, come me, siete un po’ diffidenti quando vedete che le mostre hanno l’ingresso libero perché pensate che ci saranno solo due o tre foto e non ne vale la pena, vi posso assicurare che stavolta non è così.

 

Non è una mostra grandissima ma l’ho trovata molto interessante. Si concentra soprattutto sulla letteratura in lingua inglese e io non mi soffermerò a parlarvi dei singoli libri in mostra ma, quando ne cito qualcuno, che sia famoso o no, cercherò di fornirvi sempre entrambi i titoli, quello originale e quello tradotto. Nei casi di più versioni, vi propongo una delle più recenti che potete facilmente trovare nelle librerie, spero non me ne vogliano gli altri colleghi.

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La mostra

È divisa in due parti: la prima, in una sala seminterrata, contiene alcuni cimeli di Agatha Christie e tantissimi libri gialli divisi per tema, oltre a uno schermo che proietta le immagini di Val Gielgud (fratello del famosissimo John) mentre registra la versione radiofonica del proprio libro, Death at Broadcasting House (Assassinio alla BBC nella traduzione italiana di Dario Pratesi per Polillo).

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La seconda parte della mostra, un po’ meno interessante (almeno a mio parere) ma decisamente più interattiva, si trova al primo piano, lungo il corridoio che dà accesso alla biblioteca vera e propria. Qua si parla di gialli ambientati a Cambridge e delle trasposizioni cinematografiche più famose. Ma vediamo la prima parte più in dettaglio.

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La mostra inizia riaprendo il dibattito su quale sia stato il primo libro giallo. Per molti il primo esempio di giallo, o murder mystery, è il racconto The Murders in the Rue Morgue di Edgar Allan Poe (I delitti della Rue Morgue nella traduzione di Francesco Franconeri per Giunti). Se si parla di romanzo, per molto tempo è stata accettata la tesi di T.S. Eliot che il primo sia stato The Moonstone di Wilkie Collins (La pietra di luna nella traduzione di Martina Rinaldi per Fazi). Ebbene, da poco meno di 15 anni è tornato alla ribalta un altro libro, precedente a quello di Collins e ora ritenuto il primo vero esempio di romanzo giallo. Stiamo parlando di The Notting Hill Mystery di Charles Felix, pubblicato a puntate nel 1862 sulla rivista Once A Week e poi come volume a sé stante nel 1865.

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Dopo questa meraviglia, possiamo ammirare lo scrittorio da viaggio di Wilkie Collins e una bellissima edizione illustrata di Bleak House di Dickens (Casa desolata nella traduzione di Angela Negro per Einaudi) che, pur non essendo un giallo, introduce il primo vero personaggio di un poliziotto detective.

 

La mostra continua con una lunga serie di libri divisi per aspetti che li caratterizzano. I primi sono i libri in cui il lavoro degli autori ha influenzato la trama del romanzo, da quello ambientato in parlamento perché scritto da una deputata, a quelli ambientati in tribunale perché scritti da avvocati.

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Seguono poi quelli in cui l’ambientazione è predominante fino a quasi a diventare un personaggio essa stessa, da Londra a Glasgow, ma anche località più lontane come l’India, o di fantasia come i paesini della campagna inglese, da Midsomer a St Mary Mead.

 

Un sottotema legato alla località è quello dello spazio, in particolare nel caso dei libri ambientati in comunità ristrette, di cui la mostra ci offre tanti esempi, dagli omicidi in paesini minuscoli a quelli nelle mansioni nobiliari, ambiti limitati in cui le tensioni crescono proprio per la vicinanza dei personaggi e la loro incapacità di uscire.

 

Un ultimo aspetto sono i personaggi, con particolare attenzione alle vittime, agli investigatori o ai colpevoli e a come le loro personalità vengono descritte per poter catturare l’attenzione del lettore. Nel caso dei detective presenti in molti libri, queste descrizioni sono particolarmente importanti perché li fanno diventare in un certo senso parte della nostra vita. 

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Non mancano anche le lettere scritte da varie autrici alle proprie lettrici o agli editori. Ma gli oggetti più memorabili, almeno per me, sono le note scritte a mano da Agatha Christie mentre creava personaggi e storie. Della regina del giallo ci sono anche la macchina da scrivere e il dittafono usato mentre scriveva la propria autobiografia.

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Passiamo ora alla seconda parte.

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Questa si divide a sua volta in due parti: a sinistra dopo le scale, la mostra ci parla dei libri gialli ambientati a Cambridge. Ogni libro è presentato con una gigantografia della copertina e un breve riassunto della trama, ma vicino a questi poster ci sono anche dei piccoli espositori su cui si trovano copie reali da sfogliare.


A destra dopo le scale, invece, c’è un piccolo angolo della lettura con alcuni dei libri citati al piano di sotto. Proseguendo lungo il corridoio, altre gigantografie mostrano locandine di film tratti dai libri citati sempre al piano di sotto e ci sono anche degli schermi che permettono di vederne degli spezzoni.

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Cosa ne penso?

Pur non essendo grandissima, la mostra offre una panoramica abbastanza completa dello sviluppo del genere giallo in Gran Bretagna. Proprio perché è stata organizzata dalla biblioteca, si concentra sui libri e sul loro contributo al genere, senza cercare di attirare chi visita con dei cimeli da museo. Gli oggetti inclusi oltre ai libri sono una decorazione aggiuntiva che aggiunge colore ma non cerca di offuscare l’importanza dei libri.

 

Ho apprezzato la divisione per temi e la varietà di autori presentati, oltre alle note con la trama di ogni libro. È una mostra dedicata a ogni tipo di lettore perché ha qualcosa per ognuno. Chi ama il genere riconosce molti dei titoli ma ne trova anche tanti di cui non aveva sentito parlare o che magari non aveva mai pensato di leggere, mentre ora, vedendoli affiancati ad altri che conosce, può riconsiderarli. Chi invece non si interessa particolarmente ai gialli può scoprire libri che trattano temi più vicini ai suoi gusti e magari avvicinarsi al genere.

 

Agatha Christie e Arthur Conan Doyle hanno dato tanto al romanzo giallo ma non sono per nulla gli unici esponenti del genere, come è ben evidenziato da questa mostra. Se siete in zona Cambridge prima del 24 agosto, vi consiglio davvero di andare a visitarla, ma vi lascio con la domanda che più mi ha messo in difficoltà durante la visita: qual è il vostro romanzo giallo preferito?

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